Il "nuovo" Attestato di Prestazione Energetica



L'Attestato di Certificazione Energetica (ACE) diventa Attestato di Prestazione Energetica (APE).
Con il D.L. 63/2013 non si è introdotto solo il bonus per la ristrutturazione e riqualificazione delle abitazioni, ma anche nuovi metodi per il calcolo della prestazione energetica degli immobili, con un pieno recepimento delle direttive europee dettate nell'ormai lontano 2010.

Per le regioni che non hanno ancora legiferato in materia (Lazio, Campania, Marche, Umbria...) rimane in vigore quanto indicato dalla normativa nazionale L. 90/2013, che in sostanza significa continuare ad applicare gli stessi parametri previsti per il vecchio ACE. Quindi non resta che aspettare l'avvento di nuovi decreti che vadano ad abrogare la vecchia normativa di riferimento.

Ma le differenze non si trovano solo nel cambio di lettera. Infatti nel caso si stipuli un contratto di vendita, di locazione o di trasferimento di proprietà a titolo gratuito senza allegare l'APE, non si incorrerà soltanto in una semplice sanzione amministrativa, bensì è prevista la nullità dell'atto.

Nel caso di edifici per i quali sia già stato prodotto un ACE prima dell'entrata in vigore della suddetta legge, questo rimarrà valido fino alla sua scadenza (dopo 10 anni) o fin quando non vengano apportate delle modifiche all'immobile che ne alterino le prestazioni energetiche.

Nell'eventualità in cui non si provveda alla redazione dell'APE nei casi previsti dalla normativa, le sanzioni per i proprietari vanno da 3.000 a 18.000 euro. Per il professionista che redige l'attestato senza rispettare i criteri e le modalità di calcolo indicate dalla legge sono previste sanzioni tra 700 e 4.200 euro. Resta da vedere quale sarà in futuro l'atteggiamento di sorveglianza del Ministero che fino ad oggi ha latitato di fronte al proliferare di offerte da discount proposte su quasi tutti i famigerati siti di coupon.